Verifica dell’età online: linee guida EU e app sperimentale

La verifica dell’età online è diventata una priorità per le istituzioni europee che puntano a rafforzare la tutela dei minori nell’ecosistema digitale e l’Italia sarà in prima fila.

Questo delicato tema era già stato affrontato dallo studio Princivalle Apruzzi Danielli con focus sulla tutela della privacy dei minori rispetto all’avvento dell’intelligenza generativa, anche alla luce del D.L. Caivano n. 123 del 15.09.2023 per il contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale.

Si passa quindi da un contesto nazionale con il D.L. Caivano ad un contesto europeo, con la recentissima pubblicazione (14.07.2025) da parte della Commissione Europea delle nuove linee guida dedicate ai sistemi di age verification e al contestuale lancio di un’app sperimentale conforme ai principi dell’identità digitale europea.

Come si legge sul sito della Commissione Europea “il rilascio di questo piano avvia una fase pilota durante la quale una soluzione software per la verifica dell’età sarà testata e ulteriormente personalizzata in collaborazione con gli Stati membri, le piattaforme online e gli utenti finali.“

I primi Stati Membri che sperimenteranno la soluzione tecnica saranno Danimarca, Francia, Grecia, Italia e Spagna.

Perché la verifica dell’età digitale è necessaria

Le iniziative promosse di recente dalla Commissione Europea si collocano  in un quadro normativo più ampio, quello del Digital Services Act (DSA) (regolamento europeo finalizzato a promuovere un ambiente online più sicuro e responsabile) e del regolamento eIDAS 2.0, portando con sé importanti implicazioni per aziende, piattaforme digitali e professionisti.

Garantire che i minori non accedano a contenuti inappropriati è riconosciuto come aspetto critico ed è diventato infatti cruciale. I metodi attuali, come l’autodichiarazione o il caricamento di documenti, si sono rivelati inefficaci o troppo invasivi.

Secondo il Digital Services Act, le piattaforme online sono obbligate a implementare misure proporzionate per evitare che i minori accedano a determinati servizi digitali, tutelando nel contempo la loro privacy.

Le nuove linee guida della Commissione Europea

Le linee guida pubblicate dalla Commissione Europea definiscono standard minimi per i sistemi di verifica dell’età online, con un focus particolare su:

  • privacy e protezione dei dati mediante  la raccolta dei dati nel rispetto del principio di data minimization e con l’obbiettivo di evitare profilazioni non necessarie;
  • interoperabilità e standard comuni attraverso sistemi compatibili in tutta l’UE, anche grazie ad un’integrazione con il wallet di identità digitale europea (EUDI Wallet)
  • inclusività e accessibilità grazie a metodi semplici e utilizzabili anche da soggetti fragili e ad un’esperienza utente semplificata

Queste linee guida, seppur non siano ancora vincolanti,  costituiscono un valido punto di riferimento per le imprese digitali in vista di future regolamentazioni.

L’app sperimentale dell’Unione Europea

La Commissione UE ha lanciato inoltre un progetto pilota con un’app per la verifica dell’età, sviluppata secondo i principi dell’eIDAS 2.0. che verrà inizialmente sperimentata in cinque Paesi Membri (tra cui l’Italia), per poi essere integrata nei portafogli digitali nazionali.

Ma come funziona l’app?

Vediamo insieme alcune delle sue caratteristiche principali:

  • permette agli utenti di dimostrare l’età (es. “18+”) senza dover fornire altri dati;

  • utilizza attestazioni crittografiche e standard EUDI;

  • può essere integrata in siti web, piattaforme e servizi online.

Questo approccio, a detta della Commissione, consentirebbe senza dubbio un controllo dell’età sicuro e rispettoso della privacy, senza tuttavia che si proceda ad un’archiviazione dei dati da parte dei fornitori di servizi.

Nuove opportunità o ulteriori criticità?

Dal punto di vista legale, le nuove linee guida e l’app sperimentale rappresentano un passo avanti verso una regolazione più bilanciata dell’identità digitale e una soluzione tecnica ricercata da tempo.

Tra gli aspetti più innovativi, vi rientrano indubbiamente un allineamento con i principi del GDPR, una valorizzazione della privacy by design ed una centralità della responsabilità del fornitore di servizi in caso di mancato adeguamento.

Tuttavia, non si possono non evidenziare le criticità che queste linee guida portano con sé: trattandosi di “orientamenti” della Commissione Europea, non rappresentano un obbligo immediato per gli operatori del web poiché la loro adozione è su base volontaria né possono essere imposti a fornitori extra-Ue.  Inoltre, l’interoperabilità tecnica è ancora in una fase iniziale, tanto da rappresentare un possibile rischio di esclusione digitale qualora non venga progettata adeguatamente la sua usabilità da parte degli operatori del web.

È quindi consigliabile che le imprese adottino un approccio proattivo, analizzando le linee guida, rivedendo le procedure interne e coinvolgendo, ove necessario il proprio DPO nella valutazione delle soluzioni più adatte alla realtà aziendale.

Considerazioni finali

La verifica dell’età online è destinata a diventare un elemento centrale della compliance digitale in Europa.

Le aziende digitali, i professionisti del settore e i fornitori di contenuti online devono prepararsi a integrare strumenti conformi, rispettosi della privacy e capaci di garantire la protezione dei minori.