I fatti di causa
Il caso, poi sottoposto all’attenzione della CGUE, traeva origine dalla controversia insorta tra due farmacisti tedeschi concorrenti rispetto alle modalità di vendita di medicinali online. Tale settore è considerato particolarmente delicato soprattutto quando si considera il trattamento dei dati relativi alla salute che, come noto sono regolati da norme particolarmente stringenti.
Infatti, secondo il GDPR, tali dati appartengono a una categoria speciale e richiedono un trattamento trasparente e sicuro, con tassative basi giuridiche per il loro trattamento, tra cui il consenso esplicito dell’interessato.
Nel caso di specie, un operatore di e-commerce non aveva rispettato questi requisiti, omettendo di informare i clienti sulle finalità specifiche del trattamento e non acquisendo il consenso necessario. Questo comportamento, oltre a costituire una violazione del GDPR, è stato giudicato come pratica commerciale scorretta ai sensi delle normativa nazionale tedesca sulla concorrenza sleale poiché determina un vantaggio per l’operatore che non è conforme e viceversa uno svantaggio per l’imprenditore adempiente, a danno peraltro dei consumatori.
La decisione della Corte di Giustizia europea
La questione è stata quindi sottoposta dal Giudice tedesco al vaglio della CGUE che ha chiarito quanto segue:
- gli Stati membri possono prevedere che i concorrenti possano agire legalmente per contestare violazioni del GDPR come pratiche commerciali scorrette.
- La mancata conformità al GDPR, in particolare per quanto riguarda la trasparenza e il consenso, non è solo un problema legale in termini di sanzioni amministrative, ma può anche portare a ripercussioni economiche, come cause per concorrenza sleale.
La sentenza della CGUE stabilisce quindi che il rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali non rappresenta solo un obbligo normativo, ma costituisce un elemento essenziale per garantire equità e trasparenza nel mercato. Nel contesto del commercio elettronico, i dati forniti dagli utenti devono essere trattati con il massimo rispetto, indipendentemente dalla tipologia di prodotto venduto, compresi farmaci da banco o medicinali su prescrizione.
La concorrenza e la compliance al GDPR
Questa pronuncia, a nostro avviso, pone in evidenza come la protezione dei dati personali sia sempre più centrale nella regolamentazione dei mercati digitali. Il valore della conformità normativa non può e non deve essere considerata né un orpello né un inutile onere per gli operatori i quali, soprattutto nelle piccole realtà imprenditoriali sentono maggiormente lo sforzo di aderire alla normativa e il relativo investimento economico, di tempo e risorse da impiegare.
Il GDPR, spesso percepito come un insieme di regole tecniche, si dimostra uno strumento per garantire correttezza e trasparenza nella competizione commerciale. La sfida è al rialzo: gli operatori del mercato, specialmente online, dovranno quindi adottare standard elevati di conformità per evitare non solo multe, ma anche danni reputazionali e azioni legali da parte di concorrenti.
La decisione della Corte di Giustizia europea rappresenta una svolta significativa, segnando una convergenza tra normative sulla protezione dei dati e norme sulla concorrenza.
Considerazioni finali
La sentenza del 4 ottobre 2024 è destinata a influenzare profondamente la regolamentazione del mercato europeo. Da un lato rafforza il ruolo del GDPR come strumento per promuovere la tutela dei dati personali, dall’altro l’equità nel commercio. Con questa sentenza, gli operatori economici sono stati avvisati: trasparenza e rispetto delle normative sono requisiti imprescindibili, non solo per il rispetto della legge, ma anche per restare competitivi in un mercato sempre più regolato e attento ai diritti degli utenti.